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sabato 1 marzo 2008

Felicemente laureata


Dopo 3 anni di impegno, sacrificio e passione, il 22 febbraio 2008, ho raggiunto la prima tappa di un percorso formativo importante, la laurea triennale. Il lungo lavoro di tesi, realizzato soprattutto grazie all'accoglienza di Preda e al gruppo che mi ha sostenuto in questi mesi, ha portato ad un inaspettato 110... desiderato, sudato, ma sicuramente non previsto!
Vedere la vita concentrata in attimi: i sorrisi, le preoccupazioni, le soddisfazioni, la rabbia, la passione, il momento d'attesa... tutto contemporaneamente e concentrato in qualche ora, ha dato vita alle sensazioni più particolari e sicuramente uniche e ferme ancora lì, in quell'aula, su quel pavimento, lungo quelle vetrate... è il ricordo che mi terrà ancora legata a quest'Università e a questi docenti!

lunedì 18 febbraio 2008

Quando la politica va in crisi

La politica è la più nobile tra le vocazioni. Vocazione, dal latino vocare, significa chiamare. La vocazione è una chiamata interiore, una chiamata per un ‘fare’. Il fare si riferisce all’azione d’amore nei confronti del mondo. Mettere a disposizione le proprie qualità a favore del bene comune.
“Politica”, invece, viene da polis, città. La città era, per i greci, uno spazio sicuro, ordinato e calmo, dove gli uomini potevano dedicarsi alla ricerca della felicità. Il politico sarebbe colui che si prende cura di questo spazio. La vocazione politica, così, starebbe a servizio della felicità degli abitanti della città.
Questo è ciò che hanno insegnato grandi pensatori come Max Weber o Rubem Alves.
Forse per essere stati nomadi nel deserto, gli ebrei non sognavano città: sognavano giardini. Chi abita nel deserto sogna le oasi. Dio non ha creato una città. Ha creato un giardino. Se chiedessimo a un profeta ebreo “cos’è la politica?”, lui ci risponderebbe “l’arte del giardinaggio applicata alle cose pubbliche”.
Il politico per vocazione è un appassionato per il grande giardino di tutti. Il suo amore è così grande che rinuncia al piccolo giardino che potrebbe piantare per se stesso. A cosa serve un piccolo giardino se tutt’attorno c’è il deserto? Occorre che tutto il deserto si trasformi in giardino. Rubem Alves sostiene ancora che: un politico per vocazione è un poeta forte: ha il potere di trasformare poesie sui giardini in giardini veri. La vocazione politica è trasformare sogni in realtà. E’ una vocazione così felice che Platone ha detto che i politici non hanno bisogno di possedere nulla: gli basterebbe il grande giardino di tutti. Sarebbe indegno che il giardiniere avesse uno spazio privilegiato, migliore e diverso dallo spazio occupato da tutti.
Come Max Weber insegna, vocazione è diverso da professione. Nella vocazione la persona trova la felicità nella sua azione. Nella professione il piacere si trova non nell’azione. Il piacere sta nel guadagno che viene da essa. Molti politici vivono di politica e non per la politica.
Tutte le vocazioni possono essere trasformate in professioni. Il giardiniere per vocazione ama il giardino di tutti. Il giardiniere per professione usa il giardino di tutti per costruire il suo giardino privato, malgrado che, per farlo, attorno a sé aumenti il deserto e la sofferenza. Così è la politica. Sono molti i politici professionisti. Rubem Alves afferma: tra tutte le professioni, la professione politica è la più vile. Il che spiega la disillusione totale della gente, a proposito della politica. Guimarães Rosa, quando gli chiesero se si considerava politico, rispose: “Non potrei mai essere politico con tutti questi ciarlatani in giro… al contrario dei politici ‘legittimi’, credo nell’uomo e desidero un futuro per lui. Il politico pensa solo ai minuti. Io sono scrittore e penso all’eternità”. Chi pensa ai minuti non ha la pazienza di piantare alberi. Un albero impiega molti anni per crescere. Rende di più tagliarli.
Forse il nostro futuro dipende da questa lotta tra i politici per vocazione e i politici per professione. Il fatto triste è che molti di quelli che sentono la chiamata della politica non hanno il coraggio di rispondervi, per paura della vergogna di essere confusi con quelli che vivono di politica e di dover vivere con loro.
Forse, se i politici per vocazione si impossessassero del giardino, potremmo cominciare a tracciare un nuovo destino. E invece di deserti e giardini privati avremmo un grande giardino per tutti, opera di uomini che hanno avuto l’amore e la pazienza di piantare alberi alla cui ombra non si siederanno mai.

sabato 16 febbraio 2008

Illuminiamoci meno


Anche quest'anno c'è stata la giornata dedicata al risparmio energetico...

Ecco le buone abitudini per il 15 febbraio (e non solo, ma anche per il futuro)

1. spegnere le luci quando non servono

2. spegnere e non lasciare in stand by gli apparecchi elettronici

3. sbrinare frequentemente il frigorifero; tenere la serpentina pulita e distanziata dal muro in modo che possa circolare l´aria

4. mettere il coperchio sulle pentole quando si bolle l´acqua ed evitare sempre che la fiamma sia più ampia del fondo della pentola

5. se si ha troppo caldo abbassare i termosifoni invece di aprire le finestre

6. ridurre gli spifferi degli infissi riempiendoli di materiale che non lascia passare aria

7. utilizzare le tende per creare intercapedini davanti ai vetri, gli infissi, le porte esterne

8. non lasciare tende chiuse davanti ai termosifoni

9. inserire apposite pellicole isolanti e riflettenti tra i muri esterni e i termosifoni

10. utilizzare l´automobile il meno possibile e se necessario condividerla con chi fa lo stesso tragitto.

martedì 29 gennaio 2008

Rifiuti, una risorsa che diventa dramma

Questa è l'immagine che descrive il nuovo anno in Campania... un'immagine che provoca rabbia, delusione e insoddisfazione nei confronti di un territorio che non merita una politica d'interesse che ha il sopravvento sui bisogni reali della società civile.

Di fronte ad una classe politica impegnata a preparare attacchi verso la parte avversa, in una lotta continua per il potere e gli interessi personali, i rifiuti, destinati a diventare risorsa utile alla popolazione civile, si trasformano in fonte di ricchezza per un élite chiamata camorra e, contemporaneamente, danno per l'ambiente e le persone. Questo è ciò che sta caratterizzando la Campania negli ultimi tempi. E, soprattutto, questa è l'immagine nel mondo della nostra realtà. La responsabilità di tutto ciò?! Coloro che abbiamo votato come responsabili ci hanno preso in giro. Non sono stati in grado d'insegnarci la raccolta differenziata, un investimento poco allettante per i loro interessi. Usano noi come giustificazione nascondendo il loro compito. Le ultime statistiche dicono che, in Campania, solo il 6% dei rifiuti è differenziato, contro il 36% del Veneto o il 30% della Lombardia, ma dimenticano che è grazie a noi se queste regioni vivono una situazione migliore della nostra. L'Europa ha stanziato oltre 800 milioni di euro per far partire la raccolta differenziata in Campania, ma dove siano finiti questi soldi si può chiaramente immaginare. Di fronte a questo scenario, noi, fieri cittadini campani, dobbiamo far valere i nostri bisogni e quelli della nostra terra attraverso una cittadinanza più attiva, dimostrando che il problema non siamo noi, ma coloro che dovrebbero tutelarci.

lunedì 28 gennaio 2008

Era notte il 27 gennaio 1945


Mai dimenticherò quella notte,
la prima notte al campo,
che trasformò la mia vita in una unica lunga notte.

Mai dimenticherò quel fumo.
Mai dimenticherò i teneri volti dei bambini,
i cui corpi ho visto trasformati in spirali di fumo sotto un'indifferente cielo azzuro.

Mai dimenticherò quelle fiamme che divorarono per sempre la mia fede.

Mai dimenticherò quelle cose, dovessi vivere quanto Dio stesso. Mai.

Eli Wiesel, La notte

Mai piu'

lunedì 14 gennaio 2008

Per la pace



Il 1 gennaio è stata la Giornata Mondiale per la Pace. La riflessione che mi sembra più utile fare per iniziare l'anno 2008 alla ricerca di una pace reale nel mondo, è sulla militarizzazione e il disarmo.
Cos'è la militarizzazione dei territori e perché dobbiamo cercare di difenderci da essa?
Come spiega molto bene p. Alex, la militarizzazione, cioè lo sviluppo dell'industria bellica, i grandi investimenti in nuove e sempre più sofisticate armi, il proliferare di nuove basi militari, è uno dei modi che il 20% della popolazione mondiale ha per cercare di mantenere il proprio stile di vita ed i propri privilegi che gli consentono di consumare l'83% delle risorse mondiali.
O, in altre parole: "Quando tanti popoli hanno fame, quando tante famiglie soffrono la miseria, quando tanti uomini vivono immersi nell'ignoranza, quando restano da costruire tante scuole, tanti ospedali, tante abitazioni degne di questo nome, ogni sperpero pubblico o privato, ogni spesa fatta per ostentazione nazionale o personale, ogni estenuante corsa agli armamenti diviene uno scandalo intollerabile. Noi abbiamo il dovere di denunciarlo. Vogliano i responsabili ascoltarci prima che sia troppo tardi".

Opporsi alla militarizzazione... Non solo a quella dei territori, ma anche a quella dei rapporti che vede nella violenza l'unico modo di risolvere i conflitti. Per uscire dalla logica della guerra e del nemico.