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venerdì 3 ottobre 2014

Internazionale Ferrara 2014

Anche quest'anno Ferrara e Internazionale sono state in grado di regalare momenti arricchenti e speciali. Tra le cose che mi preme sottolineare c'è l'incontro con Maisa Saleh, giornalista attivista in Siria, la quale ha saputo bene raccontare tutto ciò che ancora non sappiamo sull'attuale guerra in Siria. Una giovane donna minacciata, incarcerata e torturata solo per aver condotto una trasmissione televisiva in cui sottolineava i comportamenti criminali della dittatura di al-Assad chiedendone una spiegazione.
E poi, la presentazione del secondo Atlante sulle mafie, con Francesco Forgione, John Dickie e Enrico Fontana. Un quadro dell'Italia delle mafie e della lotta alle mafie sia dal punto di vista degli italiani sia dal punto di vista degli stranieri.
E come ogni anno, c'è un'atmosfera così frizzante e coinvolgente che basta passeggiare lungo il castello Estense, fermarsi a parlare con persone interessanti, ascoltare musica o scoprire quanta bellezza c'è dietro l'impegno di ognuno... per provare rabbia e fierezza nello stesso tempo, a causa di un paese che troppo spesso dimentica di avere tanto valore e tante risorse umane.

sabato 17 maggio 2014

Azzardopatia

Sabato 17 maggio 2014, la rete "Non giocarti il futuro" di Carpi, ha proposto un nuovo evento sul tema del gioco d'azzardo. Stavolta, l'iniziativa si è svolta durante la festa di Primavera del Volontariato che ogni anno porta nel centro storico carpigiano tutto il mondo del volontariato.
Ospite dell'evento "Il gioco è bello quando è sano", lo psicologo Giorgio Quaranta esperto di ludopatia operante presso la Casa della Carità di Milano.
Secondo Quaranta la parola giusta da usare quando si parla di patologia del gioco d'azzardo non è ludopatia, ma azzardopatia. Il ludo è ancora un termine che merita di essere usato così come è nato, ossia col suo vero e bellissimo significato: gioco, da ludus in latino. La parola che invece meglio rispecchia la diffusa problematica del gioco d'azzardo è Azzardopatia, la quale ci porta immediatamente  verso il dramma di tale fenomeno.



mercoledì 30 aprile 2014

Un lavoro da narrare

Reggio Emilia. Tecnopolo. La notte del lavoro narrato. Un momento. Una serata. 3 ore di ascolto, lettura e riflessione sul tema portante della nostra Costituzione: il Lavoro.
Trovato. Perso. Cercato. A tempo. Precario. Non retribuito. In nero. Occasionale. Sognato. Atteso. Sperato. Pubblico. Privato. Sicuro. Appassionato. Cantato. Libero. Svuotato. Ripetitivo. Lento. Lontano. Amato. Vissuto. Narrato.
Accompagnato da tanti e diversi aggettivi, il lavoro porta con sé abilità e competenze che sempre e in ogni luogo si concretizzano nel servizio. Un servizio nei confronti della comunità di appartenenza che, tassello dopo tassello, riesce a modificarsi. Forse a migliorarsi. Quando il servizio viene svolto nella piena responsabilità e valorizzazione da parte di chi lo svolge.

giovedì 6 marzo 2014

La Rivoluzione delle Matite

A Palermo, nel quartiere Bolognetta, esiste un gruppo Agesci che ha dimostrato che l'antimafia si fa anche con le matite. Nella cabine elettorale. Proprio come aveva insegnato (e ancora oggi insegna) Paolo Borsellino. Un gruppo di giovani e giovanissimi studenti che hanno deciso di scendere in piazza e iniziare ad appendere sui muri della loro cittadina questo insegnamento:
"La rivoluzione si fa nelle piazze con il popolo, ma il cambiamento si fa dentro la cabina elettorale con la matita in mano. Quella matita, più forte di qualsiasi arma, più pericolosa di una lupara e più affilata di un coltello".  (Paolo Borsellino)
Due di questi giovani sono stati a Soliera. Li abbiamo ascoltati con attenzione. La loro è una storia di lotta quotidiana e, nonostante le fatiche, le minacce, le intimidazioni, qualche successo c'è. Le matite hanno vinto. Grazie ai loro gesti, molte coscienze si sono mosse. I risultati elettorali per la prima volta sono stati diversi. Nel 2012 è finita l'epoca del partito e della solita famiglia che da anni è al potere.
Il fenomeno si è replicato anche in altri comuni. Anche in provincia di Trapani. A S.Giuseppe Iato. A Monteverde.
Sarà solo un piccolo e timido passo, ma un leggero cambiamento s'intravede. Questa storia lo insegna.

martedì 4 marzo 2014

Non giocarti il futuro

Ieri sera presso la Casa del Volontariato di Carpi si è svolto un interessante incontro sul tema del fenomeno del gioco d'azzardo in Italia giungendo a Modena e poi a Carpi. L'evento è stato organizzato dalla rete "Non giocarti il futuro": associazioni, movimenti, sindacati, insegnanti che si sono messi insieme e hanno deciso di lavorare per studiare, capire e contrastare il gioco d'azzardo.
L'iniziativa di ieri ha visto la partecipazione di Matteo Iori, Presidente della CONAGGA (Coordinamento Nazionale Gruppi per Giocatori d'Azzardo) di Reggio Emilia; la testimonianza di un Membro dell'Associazione Giocatori Anonimi Emilia Romagna sede di Modena; Edoardo Patriarca, Deputato alla Camera per la Commissione Affari Sociali.
L'incontro è stato ricco di riflessioni e domande. A partire dalla testimonianza diretta di un ex giocatore che per 8 anni ha speso tutti i suoi risparmi fino all'indebitamento in gratta e vinci. Ne comprava di continuo. Anche 100 al giorno. Solo dopo 8 anni ha ammesso la sua dipendenza dal gioco e ha deciso di affrontarla accettando il sostegno dell'Associazione Giocatori Anonimi. Anche l'intervento di Matteo Iori e Edoardo Patriarca hanno acceso un dibattito soprattutto su cosa si può fare e cosa il Governo è necessario che faccia per contrastare tale fenomeno. La Commissione Affari Sociali ha proposto una legge doc sul gioco d'azzardo patologico e la sua cura. Patriarca conferma il suo impegno a portare avanti queste proposte alla Camera.

venerdì 21 febbraio 2014

Modena e Mafie

Siamo all'Istituto Barozzi di Modena. Assemblea d'Istituto. Gli studenti hanno chiesto di parlare di Mafie. Mafie al Nord. Mafie a Modena, la città in cui vivono. Il 30% degli studenti presenti ha origini meridionali. Gli invitati al Tavolo sono: il Procuratore della Repubblica di Modena, Vito Zincani; il Presidio Libera Carpi nella persona di Rebecca Righi e il giornalista e fondatore di Cortocircuito web-tv di Reggio Emilia, Elia Moniri.
Sono oltre 40 le imprese bloccate per mafia in Emilia Romagna in questi ultimi mesi. L'esempio di come le mafie si stanno muovendo in Emilia Romagna risale a qualche tempo fa in cui un sindaco emiliano il quale racconta che un bel giorno si presenta da lui un uomo il quale offriva liquidità immediata in cambio di varie concessioni per costruire. All'inizio ne ha chieste un numero sopportabile. Dopo qualche mese ha iniziato a chiederne sempre di più fino a quando il sindaco ha iniziato a capite l'intenzione e a dire No. Da quella volta è stato più volte minacciato.
Iniziano così le prime inchieste sui subappalti in Emilia Romagna. Ma perchè le mafie investono nelle opere pubbliche? Quelli sono soldi nostri, di tutti noi. Soldi pubblici che vanno a sostenere gli affari di qualcuno. L'omertà non esiste solo al Sud. Le mafie forse non hanno paura di nessuno. Forse di una sola cosa hanno paura. Della ribellione dei giovani. Giovani che si riuniscono. Parlano. Si confrontano. Fanno paura alle mafie più delle pistole. Più del carcere. Più di ogni altra cosa.

martedì 19 novembre 2013

Acqua Santissima

Oggi, 19 Novembre 2013, nella bellissima e pittoresca Sala dei Mori di Palazzo Pio a Carpi, due anomali personaggi a confronto su un'unica tematica: la Chiesa e la 'ndrangheta. Nicola Gratteri, magistrato, e Antonio Nicaso, storico, raccontano dei giochi di potere tra la Chiesa e la 'ndrangheta, la mafia più ricca e più potente del mondo. A pochi mesi dall'uscita del loro ultimo libro "Acqua Santissima. La Chiesa e la 'Ndrangheta", è già scalpore, soprattutto nel mondo della Chiesa.
Le mafie, storicamente convivono perfettamente con tutte le forze della società in cui agiscono, Chiesa compresa. Hanno da sempre trovato un modo per dialogare con loro. Molte logiche bibliche sono divenute logiche mafiose e la Chiesa è rimasta in silenzio per troppo tempo. Ma forse, qualcosa potrebbe ancora cambiare e Papa Francesco lo sta dimostrando.
Questo libro non afferma che la Chiesa è mafiosa, come molti dicono. Questo libro afferma che c'è ancora una speranza di cambiare le cose e combattere le mafie, anche a partire dagli organi ecclesiali.

sabato 25 maggio 2013

Emilia un anno dopo

Un anno dopo, l'Emilia sta cercando di ripartire e rimettersi in carreggiata. Le ristrutturazioni sono ufficialmente partite ma ancora tante famiglie restano in roulotte o nei MAP (moduli abitativi provvisori). Questa è Rovereto, la quale ancora oggi si presenta come una cittadina in cantiere con il grosso e pesante rischio che la criminalità organizzata s'infiltri nelle trame della ricostruzione.


mercoledì 25 luglio 2012

Scuola e pistole

A Quindici, un uomo racconta brevemente cosa accade nelle scuole elementari di questo territorio. Un insegnante scopre che un suo alunno a scuola non portava quaderno e matita, ma la pistola. Subito manda a chiamare i genitori. Il padre non c'era, era emigrato in Germania. Si presentò la madre che, senza troppe spiegazioni, risponde: "Professò, questo è l'unico figlio maschio che ho e volete che lo mando in giro pure disarmato?".

lunedì 27 giugno 2011

Una regione in fumo

Asse di supporto SS7Bis. Aversa. Melito. Casoria. Giugliano. Via Domitiana. I fumi sono neri in lontananza. Mi avvicino. Rifiuti che bruciano. Roghi. I vigili del fuoco intervengono. Traffico bloccato sulla Domitiana, nella zona di Lago Patria.
Ogni giorno è possibile vedere fumi. Neri. A volte bianchi. A volte grigi. Sabato sono stati più intensi. Più estesi. L'odore è stato più forte.
Secondi i vigili del fuoco i roghi sono stati circa sessanta solo nella giornata di sabato tra Napoli e provincia. Sui roghi la magistratura sta avviando un'indagine per accertare se ci sia una una sola "regià" dietro questi atti. La combustione dei rifiuti causa gravissimi danni alla salute perchè dai cumuli in fiamme si leva la diossina. Ma non solo. La spazzatura incendiata diventa rifiuto speciale e prima di essere rimosso deve essere «caratterizzato». Inoltre il rifiuto incendiato non può finire nè in discarica nè agli impianti Stir ma in apposite strutture di lavorazione.
Notizia di oggi è anche quella che riguarda lo smaltimento illegale di pneumatici da parte dei gommisti per aggirare il costo dell’operazione legale, pari a 15 centesimi al chilo presso le ditte autorizzate. Il fenomeno dei roghi incontrollati di rifiuti attanaglia da diversi anni la provincia di Napoli, comprendendo anche la combustione di rifiuti speciali altamente tossici e inquinanti per l’ambiente.
Forse ci stiamo abituando all'emergenza. Percorro spesso queste strade. Eppure mi indigno. M'incazzo. Provo a scrivere. A denunciare. Ma la situazione per ora non sembra migliorare. I fumi entrano e restano. Nell'aria. Nelle nostre vite. Nei nostri polmoni.

mercoledì 22 giugno 2011

Avellino "Operazione Slot"

Oggi vi propongo una importante notizia per il popolo della legalità:

COMUNICATO STAMPA: LIBERA E SOS IMPRESA SODDISFATTI DELL’OPERAZIONE ‘SLOT’

"È decisamente una giornata storica per l’antimafia in Irpinia, non tanto perché ci sono stati degli arresti, quanto perché questo rimarca la presenza pressante della criminalità organizzata in provincia di Avellino, che non ci stanchiamo mai di denunciare.
Libera ed Sos Impresa, a diverso titolo, sono da sempre megafono per tutte quelle comunità e per tutte quelle imprese che sono strette al legaccio dei clan camorristici. E proprio in questo caso le due associazioni non possono che esprimere soddisfazione ed apprezzamento per un’operazione che inciderà effettivamente in meglio sul nostro territorio provinciale. Con l’operazione Slot si è mosso un ulteriore passo verso la bonifica dell’irpinia dalle organizzazioni camorristiche che, come dimostrato dalle indagini, inquinavano molteplici ambienti ed attività produttive, incidendo quotidianamente anche sulla vita delle persone.
“Non posso nascondere la mia soddisfazione per l’operazione anticamorra effettuata questa mattina ad Avellino. – afferma Domenico Capossela, presidente provinciale di Sos Impresa – L’ottimo lavoro svolto dalla Procura della Repubblica di Napoli e dal Comando Provinciale dei Carabinieri ci invitano ancora una volta alla riflessione su due aspetti fondamentali. Il primo è indubbiamente la pericolosità del clan che non è mai diminuita e la seconda che questa sa sempre meglio inserirsi nelle attività legali”
Soddisfazione espressa anche da Valentina Paris, referente provinciale di Libera, che afferma: “la magistratura e gli agenti hanno compiuto un primo passo, adesso tocca alla società civile. È importante che anche la popolazione non abbassi mai la guardi su questo gravoso problema e che sia invogliata dalle istituzioni prima e dalle associazioni come la nostra a reagire sempre ad atti di violenza e criminalità da sempre presenti sul nostro territorio”."

Ogni tanto qualche buona notizia c'è.

lunedì 27 settembre 2010

Ricercatori in rivolta

Proprio qualche giorno fa, il Senato ha lanciato la Settimana per il futuro (o il futuro in una settimana?). Anche l'Università di Bologna ha reagito a questa proposta, incontrando il professore di Scienza Politica e Politica comparata Salvatore Vassallo, che attualmente ha un ruolo in Parlamento con il Pd. L'incontro è stato ricco di contributi, soprattutto da parte di molti assegnisti di ricerca e ricercatori provenienti da ogni facoltà dell'Università, da ingegnieria a medicina, da sociologia a matematica e fisica. Tutti insieme: studenti, ricercatori, professori associati e profesori ordinari, hanno cercato di capire, discutere e avanzare proposte riguardo l'attuale riforma. Approvata a giugno di quest'anno, questa riforma (a costo zero per il governo) è entrata in vigore ad agosto, a settembre è iniziata la discussione degli emendamenti che verrebbero approvati tra questa settimana e la prossima, prima dell'approvazione finale che avverrà a metà ottobre. L'iter si ridurrebbe a circa due settimane. Ma come si può decidere il futuro dell'Università e della Ricerca nel giro di pochi giorni?
L'Università e la Ricerca, con l'abolizione dell'Ici, ha perso 1,4 miliardi di euro. E le conseguenze si sono sentite e si avvertono tuttora. Non si parla mai dell'edilizia scolastica e universitaria che ha subito tanto le conseguenze di questa perdita. I problemi che sta causando questa riforma sono molto specifici, relativi ai singoli atenei, i quali rischiano di perdere quell'autonomia conquistata nell'arco di 15/20 anni. La discussione si è evoluta anche verso il ruolo specifico del ricercatore, il quale rischia di essere una figura frustrata e sempre più precaria (anche per 10/15 anni) nell'ambiente universitario. Inoltre, si è parlato ancora dell'iter da seguire per diventare professore associato e poi ordinario, il metodo della valutazione del docente universitario, come gestire una platea di studenti sempre più numerosa.
Le reazioni sono state forti. Le domande numerose. Risposte poche. Speranze tante.

venerdì 3 luglio 2009

Questo Stato fa paura

La clandestinità è un reato. Chi oserà entrare nel nostro paese in modo illegale commetterà il reato di immigrazione clandestina. Pena ammenda da 5 a 10 mila euro. I clandestini saranno sottoposti a processo davanti un giudice ed espulsi immediatamente. Un immigrato senza permesso sarà mandato nei centri di espulsione ed identificazione (CEI) per un periodo di massimo 6 mesi. Il permesso di soggiorno costerà da 80 a 200 euro. Chiunque favorirà l'ingresso dei clandestini rischia fino a 15 anni di carcere e chi affitterà camere o appartamenti fino a 3 anni. Nasceranno del ronde per la sicurezza.
Da oggi, il pacchetto sicurezza proposto principalmente della Lega, diventerà legge di stato.
Da oggi, inizio veramente ad avere paura di questo stato e di questo paese.

lunedì 20 aprile 2009

Mi offendo, Paolo Rossi

"Mi offende il fatto che quando non sono d'accordo su una cosa, mi dicono che remo contro. Mi offendono le nocche dei giornalisti che battono sul vetro delle macchine dei terremotati e chiedono: "Come va? Avete passato la notte in macchina per la paura?", Cosa deve rispondere? No, perchè volevamo vedere l'alba!
Mi offendono quelli che si mettono il casco da pompiere, ma si vede che è per la prima volta. Mi offendono quelli che consolano le vecchiette e ci tengono a farcelo sapere. Mi offendono gli ospedali costruiti come si costruiscono i castelli di sabbia sulla spiaggia. Mi offendono certe parole, tipo "terremotati andate tutti al mare, tanto paga lo stato, fate finta di fare una bella vacanza, e quelli del belice: "ci sarebbe un posticino anche per noi che stiamo nei container da anni". Mi offende l'entusiasmo nazionale per un cane randagio salvato dalle macerie, quando due giorni prima tutti volevano sterminarli in sicilia. Mi offendono le tette delle inviate che stanno troppo su, davanti alle case che vanno troppo giù. Mi offendono gli ingegnieri che dicono che le case che son crollate erano in regola, è il terremoto che non è a norma. E' dalla preistoria che arriva quando cazzo gli pare e non avverte mai!
Mi offendono i gadgets dei quotidiani, la social card, i bambini che urlano a ristorante, ma soprattutto mi offende l'impossibilità di non poter picchiare i genitori di questi bambini. Mi offendono quelli che dicono che l'aids si combatte solo con la castità. Sarebbe come dire che la miopia si sconfigge al buio chiudendo gli occhi. Mi offendono i farmacisti che quando gli chiedi la pillola del giorno dopo, ti rispondono: "E passi domani". Mi offende il silenzio che ci sarà sugli appalti per la ricostruzione. Mi offende il fatto che si accusi roberto saviano per aver detto che ci sarà il silenzio sugli appalti per la ricostruzione. Mi offende che chi invoca silenzio è quello che parla di più. Mi offende e mi danna stare qui a parlare ancora della satira.
Qualcuno ha detto che la vera libertà di espressione è dire quello che la gente non vorrebbe sentirsi dire. Orwell l'ha detto."

sabato 18 aprile 2009

La primavera antirazzista comincia


Pochissimo o nessuno spazio oggi nei nostri telegiornali per la manifestazione di questa mattina a Castelvolturno, in provincia di Caserta, per ricordare sei amici africani, di varie regioni, e un italiano, uccisi a fuoco dal gruppo di Giuseppe Setola nella notte tra il 18 e il 19 settembre 2008. Esattamente sette mesi fa, in questa stessa ora, sette persone innocenti morivano per mano della comorra. Colpiti a freddo da 130 proiettili partiti dalle mani di sette sicari a bordo di un'auto e una moto che impugnavano kalashnicov, una calibro 9x21 e una 9x19. Ritenuti immediatamente responsabili di una resa dai conti da parte del clan per punire gli immigrati di spacciare droga in una piazza da loro controllata. Il luogo comune è sempre lo stesso da queste parti: se ti hanno ammazzato e perchè c'eri dentro anche tu. I senegalesi hanno protestato. Un altro capro espiatorio per deviare l'attenzione dal problema reale: la guerra tra clan, in particolare quello dei casalesi. Importante è ricordare i loro nomi sono: Kwame Yulius Francis, Samuel Kwaku e Alaj Ababa, del Togo, Cristopher Adams e Alex Geemes della Liberia e Eric Yeboah del Ghana. Nessuno di loro aveva precedenti penali. E nessuno di loro aveva contatti con la camorra.

mercoledì 15 aprile 2009

Perchè nessuna donazione in Abruzzo

Dopo la prima scossa che ha segnato una regione l'Abruzzo, e una città, L'Aquila, il 6 aprile 2009, sono iniziati immediatamente ad arrivare fondi e donazioni di ogni genere e da ogni parte d'Italia. Sin dall'inizio le mie preoccupazioni sono ricadute proprio sulle modalità di aiuto, soprattutto sottoforma di denaro, verso questa gente. Un articolo di Giacomo di Girolamo, inviatomi dalla mia amica Enrica, rende benissimo questa mia rabbia e preoccupazione:"Ho resistito agli appelli dei vip, ai minuti di silenzio dei calciatori, alle testimonianze dei politici, al pianto in diretta del premier. Non mi hanno impressionato i palinsesti travolti, le dirette no-stop, le scritte in sovrimpressione durante gli show della sera. Non do un euro. E credo che questo sia il più grande gesto di civiltà, che in questo momento, da italiano, io possa fare. Non do un euro perché è la beneficienza che rovina questo Paese, lo stereotipo dell’italiano generoso, del popolo pasticcione che ne combina di cotte e di crude, e poi però sa farsi perdonare tutto con questi slanci nei momenti delle tragedie. Ecco, io sono stanco di questa Italia. Non voglio che si perdoni più nulla. La generosità, purtroppo, la beneficienza, fa da pretesto. Non do una lira, perché pago già le tasse. E sono tante. E in queste tasse ci sono già dentro i soldi per la ricostruzione, per gli aiuti, per la protezione civile. Che vengono sempre spesi per fare altro. E quindi ogni volta la Protezione Civile chiede soldi agli italiani. E io dico no. Si rivolgano invece ai tanti eccellenti evasori che attraversano l’economia del nostro Paese. E nelle mie tasse c’è previsto anche il pagamento di tribunali che dovrebbero accertare chi specula sulla sicurezza degli edifici, e dovrebbero farlo prima che succedano le catastrofi. Con le mie tasse pago anche una classe politica, tutta, ad ogni livello, che non riesce a fare nulla, ma proprio nulla, che non sia passerella.A che servono gli aiuti se poi si continua a fare sempre come prima?Hanno scoperto, dei bravi giornalisti (ecco come spendere bene un euro: comprando un giornale scritto da bravi giornalisti) che una delle scuole crollate a L’Aquila in realtà era un albergo, che un tratto di penna di un funzionario compiacente aveva trasformato in edificio scolastico, nonostante non ci fossero assolutamente i minimi requisiti di sicurezza per farlo. Io non do una lira per i paesi terremotati. E non ne voglio se qualcosa succede a me. Voglio solo uno Stato efficiente, dove non comandino i furbi. E siccome so già che così non sarà, penso anche che il terremoto è il gratta e vinci di chi fa politica. Ora tutti hanno l’alibi per non parlare d’altro, ora nessuno potrà criticare il governo o la maggioranza (tutta, anche quella che sta all’opposizione) perché c’è il terremoto. Come l’11 Settembre, il terremoto e l’Abruzzo saranno il paravento per giustificare tutto."

sabato 5 luglio 2008

Legge vergogna


Il Consiglio dei Ministri ha approvato all'unanimità il disegno di legge sulle intercettazioni telefoniche. Il provvedimento vieta le intercettazioni per reati, le cui pene sono inferiori a 10 anni. È inoltre prevista una deroga per i reati contro la pubblica amministrazione e le intercettazioni da parte della magistratura non potranno durare più di 3 mesi e dovranno essere decise da un tribunale, non da un singolo soggetto. Infine nel ddl sono previste pene fino a 5 anni per i giornalisti che pubblicano le intercettazioni.
Una giustizia fai da te: dopo rogatorie, falso in bilancio e legittimo sospetto, arrivano il patteggiamento allargato, l'inutilizzabilità delle intercettazioni telefoniche e le immunità parlamentari. Una norma fatta su misura per alcuni personaggi: Marcello Dell’Utri, Cesare Previti e soprattutto Silvio Berlusconi.
Le leggi su misura, come sappiamo, non sono una novità: negli ultimi mesi rogatorie, falso in bilancio, legittimo sospetto ci hanno aperto un mondo. Ma erano sempre presentate come leggi buone e giuste per tutti, che poi casualmente risolvevano anche qualche problemino a un pugno di imputati eccellenti.
Che cosa prevede, infatti, la norma già approvata dalla Camera sull’immunità parlamentare? Il Parlamento dovrà votare se concedere o no l’autorizzazione all’uso, nei processi, di intercettazioni e tabulati raccolti in precedenza e che convolgono, indirettamente, un deputato o un senatore (indirettamente: perché nei confronti di parlamentari le intercettazioni dirette sono vietate). Se il Parlamento dirà no, la documentazione dovrà essere distrutta, salvando così anche l’eventuale mafioso (regolarmente intercettato) che sia stato sorpreso a parlare con un parlamentare. Ma non occorrerà neppure il voto negativo dell’Assemblea parlamentare: basterà tirare in lungo, non votare la richiesta dei magistrati, poiché le nuove norme non prevedono termini di tempo.
Tutto perchè al potere non piace che la gente sappia troppo. Allora è meglio che la gente non sappia nulla, che rimanga disinformata, che conosca i fatti raccontati da editori e testate giornalistiche compiacenti, asservite al potere politico. Cosa accadrà, allora, all'informazione? Semplicemente scomparirà. Come è accaduto e accade nei regimi militari. Ecco che ancora una volta il Cavaliere salva capra e cavoli, come si suol dire.
Il più grande cliché nella politica è che le nazioni ottengono i leader che meritano. Ma certamente l’Italia e l’Europa meritano qualcosa di meglio di Silvio Berlusconi e dei suoi scagnozzi.

venerdì 23 maggio 2008

Parlamento Pulito?!

Nella nuova legislatura, fra conferme, bocciature e new entry, abbiamo mantenuto la quota di 25 condannati definitivi (dello scorso governo), più 57 esponenti delle altre categorie penali: totale 82, ai quali vanno aggiunti i politici che prendevano soldi da Parmalat e che­ incredibilmente non sono stati chiamati a risponderne (salvo un paio di eccezioni). Il che significa che, su 900 e rotti parlamentari, una novantina ha seri problemi con la legge. Uno su dieci. E la percentuale del 10 per cento è decisamente eccessiva anche per le aree più disagiate del paese.
Ogni anno la Corte dei conti segnala la presenza, nelle amministrazioni dei vari ministeri, di centinaia di condannati (non solo per reati contro la Pubblica amministrazione, ma anche per violenza sessuale e per pedofilia) e non c’è verso di mandarli a casa. Idem per il Parlamento: chi corrompe i giudici o aiuta la mafia o incassa tangenti a tutto spiano e poi (ma anche prima) ha l’accortezza di rifugiarsi in una delle due Camere, diventa intoccabile. La legge proibisce ai condannati a pene complessivamente superiori a 2 anni per delitti contro la Pubblica amministrazione di candidarsi nei consigli comunali, provinciali e regionali; e prevede la sospensione degli eletti nei tre enti locali in caso di condanna al primo grado, e la loro decadenza in caso di condanna passata in giudicato. La regola, però, non vale per i parlamentari, per i ministri, per i presidenti del Consiglio. Una strana dimenticanza che ha una sola spiegazione: le leggi non le fanno i consigli comunali, provinciali e regionali. Le fa il Parlamento. Così i condannati che non possono più metter piede negli enti locali trasmigrano alla Camera, al Senato, al Governo e all’Europarlamento. Lì si può tutto. Non si butta via niente.
Dove sono i pregiudicati:
Camera
: 49 Senato: 26 Parlamento europeo: 7
Categorie penali
Condannati definitivi (o patteggiamenti) 25
Prescritti definitivi 10
Assolti per legge 1
Prosciolti per immunità 1
Condannati in I grado 8
Imputati in I grado 17
Imputati in udienza preliminare 1
Indagati in fase preliminare 19
Totale 82
L’hit parade dei partiti
Forza Italia 29 Alleanza nazionale 14 Udc 10 Lega Nord 8 Movimento per l'autonomia 1 Dc 1 Psi 1 Gruppo misto 1
Totale Destra 65
Margherita 6 Ds 6 Udeur 2 Rifondazione comunista 2 Rosa nel pugno 1
Totale Sinistra 17
La classifica dei reati
Corruzione 18, Finanziamento illecito 16, Truffa 10, Abuso d’ufficio e falso 9, Associazione mafiosa 8, Bancarotta fraudolenta e turbativa d’asta 7, Associazione a delinquere e resistenza a pubblico ufficiale e falso in bilancio 6, Attentato alla Costituzione e attentato all’unità dello Stato e struttura paramilitare fuorilegge 5, Favoreggiamento e concussione e frode fiscale 4, Diffamazione e abuso edilizio e lesioni personali 3, Banda armata e corruzione giudiziaria e peculato e estorsione e rivelazione di segreti 2, Omicidio e associazione sovversiva e istigazione a delinquere e favoreggiamento mafioso e aggiotaggio e percosse e violenza a corpo politico e incendio aggravato e calunnia e falsa testimonianza e voto di scambio e appropriazione indebita e violazione della privacy e oltraggio e fabbricazione di esplosivi e violazione diritti d’autore e frode in pubblico concorso e adulterazione di vini 1
VENTICINQUE PARLAMENTARI ITALIANI CHE HANNO SUBITO UNA CONDANNA DEFINITIVA:
1. Berruti Massimo Maria (FI): favoreggiamento. 2. Biondi Alfredo (FI): evasione fiscale (reato poi depenalizzato). 3. Bonsignore Vito (Udc): corruzione. 4. Borghezio Mario (Lega Nord): incendio aggravato. 5. Bossi Umberto (Lega Nord): finanziamento illecito e istigazione a delinquere. 6. Cantoni Giampiero (FI): corruzione e bancarotta. 7. Carra Enzo (Margherita): falsa testimonianza. 8. De Angelis Marcello (An): banda armata e associazione sovversiva. 9. D’Elia Sergio (Rosa nel pugno): banda armata e concorso in omicidio. 10. Dell’Utri Marcello (FI): false fatture, falso in bilancio e frode fiscale. 11. Del Pennino Antonio (FI): finanziamento illecito. 12. De Michelis Gianni (Psi): corruzione e finanziamento illecito. 13. Farina Daniele (Prc): fabbricazione, detenzione e porto abusivo di ordigni esplosivi, resistenza a pubblico ufficiale, lesioni personali gravi e inosservanza degli ordini dell’autorità. 14. Jannuzzi Lino (FI): diffamazione aggravata. 15. La Malfa Giorgio (FI): finanziamento illecito. 16. Maroni Roberto (Lega Nord): resistenza a pubblico ufficiale. 17. Mauro Giovanni (FI): diffamazione aggravata. 18. Nania Domenico (An): lesioni volontarie personali. 19. Patriciello Aldo (Udc): finanziamento illecito. 20. Pomicino Paolo Cirino (Dc): corruzione e finanziamento illecito. 21. Previti Cesare (FI): corruzione giudiziaria. 22. Sterpa Egidio (FI): finanziamento illecito. 23. Tomassini Antonio (FI): falso in atto pubblico. 24. Visco Vincenzo (Ds): abuso edilizio. 25. Vito Alfredo (FI): corruzione.