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sabato 17 settembre 2011

Là bas. Educazione criminale

In contemporanea alla commemorazione dei 3 anni dalla Strage dei sei ghanesi, sabato 17 settembre 2011 a Castel Volturno, presso la Casa del Bambino, in anteprima, c'è stata la proiezione di "Là bas. Educazione criminale". Un film girato da Guido Lombardi e candidato al Leone d'Oro per la migliore opera prima a Venezia.
Là bas, tradotto "laggiù" sia dal francese sia dal dialetto locale del litorale domitio, è stato girato a Castel Volturno in lingua inglese e francese con persone (esclusi i personaggi principali) che vivono e abitano in questo territorio, come Bose e Gloria, due donne nigeriane che conosco personalmente.
La parte più interessante della serata non è stata la proiezione in sè del docu-film, che ha suscitato parecchie critiche tra i presenti, quanto gli interventi iniziali di alcuni attori e dei rappresentanti di alcune comunità africane presenti. Ho apprezzato l'intervento di un giovane immigrato rappresentante dell'associazione Mammut di Scampia di Napoli. Ha dato una brevissima lezione sul tema dell'immigrazione partendo da tre semplici parole: clandestino, permesso di soggiorno, integrazione. Paradossalmente, secondo la sua opinione, queste tre parole non c'entrano nulla con il discorso sull'immigrazione.
"Clandestino". E' un termine senza significato, solitamente usato per indicare coloro che non sono in possesso di documenti. Ma allora non si può usare per un immigrato africano di Castel Volturno che possiede il passaporto (la maggior parte ne è in possesso). E il passaporto è un documento di riconoscimento valido.
"Permesso di soggiorno". E' un'etichetta. Come quella stampata su una scatola di pomodori. La quale indica ogni cosa (nome, provenienza, data di produzione). Compresa la scadenza. Ma un diritto umano può avere una scadenza? Anche in questo caso, il permesso di soggiorno non ha che fare con l'immigrato. E' solo uno strumento di controllo. Utile a chi detiene il potere.
"Integrazione". Non esiste e non si potrà realizzare. Finchè esisteranno i due elementi precedenti.

domenica 11 settembre 2011

9.11.2011

Quel giorno non avevo idea della portata storica di ciò che stava accadendo. Ero un'adolescente tormentata e ribelle che cercava di capire quello che le succedeva attorno senza trovare un senso o una risposta convincente. Qualcuno mi lesse la notizia. Ricordo il modo in cui sottovalutai l'evento. Ricordo la domanda che girava nella mia testa "Che succederà adesso?" e il modo in cui cercavo di ignorarla. Un pò di cose sono successe in questi 10 anni ma ancora non so se c'è una spiegazione convincente a ciò che è accaduto. O più di una. O un senso a quella che oggi sembra essere la celebrazione della vita piuttosto che della morte (scrivo mentre ascolto in diretta streaming i nomi delle vittime da ground zero). 11 settembre 2001. Una data storica. Che la mia generazione potrà raccontare ai propri figli e nipoti. Forse senza sapere realmente cosa accade quel giorno. Se si è trattato di un complotto, di un attentato, di un incidente. Ma le cose che sicuramente potremo raccontare sono le vittime innocenti. Le storie di vita. Le immagini. Le reazioni nel resto del mondo.
Intanto ascolto. E cerco ancora di trovare un senso.

lunedì 22 agosto 2011

Altri Orizzonti


San Cipriano d'Aversa. 12 luglio 2011. La Cooperativa Altri Orizzonti di Castel Volturno realizza, in collaborazione con Libera di E-stateLiberi nelle terre confiscate alla camorra, una nuova sfilata degli abiti di "Made in Castel Volturno". L'evento si è svolto proprio all'interno della ex Villa Spierto, confiscata a Pasquale Spierto e Luisa Massaro, del clan dei casalesi. Oggi è una cooperativa per persone affette da disagio psichico.
La serata è stata perfetta. Per due motivi in particolare. Innanzitutto, perchè ho condiviso questo momento insieme a due amici importanti. Seconda cosa, abbiamo veramente "sfilato". Una sfilata come si deve. 13 ragazze e 4 ragazzi coordinati da un regista. Parrucchiere e truccatore a disposizione. E dal back stage è stato come viverlo ancora di più. Un serata in cui l'Africa, il Burkina Faso e suoi tessuti hanno assunto un valore. E' stata una dimostrazione di bellezza e di dignità.

mercoledì 17 agosto 2011

Quando la protagonista è l'ACQUA


In Campania, in Provincia di Avellino, in mezzo ai Monti Picentini, esiste un'oasi tutelata dal wwf immersa nel verde, la cui protagonista principale è l'Acqua. Siamo nel comune di Senerchia. Da 880 metri di altitudine, l'acqua scende fino a valle gettandosi nel Sele, attraversando specie protette di piante quali quercie, faggi, frassini e il raro pino nero. E' il territorio più ricco di acqua della Campania. E non solo, qui c'è l'acquedotto più grande d'Italia, il quale si estende per 400 km raggiungendo l'Acquedotto Pugliese, nel Salento. Vale veramente la pena salire fino alla cascata di 5 metri e bere quest'acqua, con la speranza che resti pubblica. Di tutti.

domenica 24 luglio 2011

Luna bruciata

Brucia la Terra. Continua a bruciare la mia Terra. La luna stasera è l'unica compagna e testimone di questo continuo bruciare. La vedi lì. Ferma. Immobile. Piange e si dispera anche lei. (Come il tuo cuore). Di fronte a questo spettacolo surreale. Brucia. Brucia. Nessuno interviene. Nessuno si ferma. Nessuno parla. 60 km di fuoco. Di aria inquinata. Di terra arida. Di asfalto distrutto. Di alberi morti. Il quadro è lo stesso. Da settimane. E i punti nevralgici gli stessi. Nola. Acerra. Giugliano. Villa Literno. E intanto la mia mente sogna un quadro diverso. A colori. Quelli vivi di questa Terra. Di questa parte d'Italia troppo spesso messa in disparte. Sogna il verde dell'erba viva. Il rosso della terra cavera(come piace a Lucariello, e alla mia amica Alessia). Il giallo del grano. Il bianco del latte di bufala. I colori del Sud. I colori di un'Italia che pulsa ancora.

martedì 19 luglio 2011

Un cuore in fiamme

SS7 bis. Direzione Caserta. Altezza Acerra. Una terra che brucia. Le fiamme accompagnano il tuo passaggio. L'auto rallenta. Lo sguardo si ferma. Lo stomaco si stringe. La rabbia ti gonfia le vene. L'odore di bruciato, il fumo nero e l'indifferenza si spandono nell'aria. E' un odore che penetra nelle tue narici e nella tua pelle. Continuo a sentirlo. Come sento la forza dell'indignazione di un territorio stanco. Afflitto. Con la voglia di riscatto. E lo vedo nelle piccole ma costanti resistenze umane. Nella sartoria sociale "made in castel volturno". Nei figli degli immigrati che giocano insieme ai coetanei bianchi. Nel cerchio umano in una capanna di bambù sulla Domitiana ad ascoltare i neri e le loro storie. Nei sorrisi senza motivi. Nelle mani che si sfiorano. Nel tossico che decide di recarsi al Sert. Nel momento di confronto in camper per capire gli errori fatti. Nei litigi pieni di passione.
Questo è Speranza. Con la S maiuscola. Ed è per questa che continuiamo ad andare avanti. A lottare. A fare chilometri con gli occhi che bruciano sul volante. A rientrare a casa stanchi la sera. A consumare soldi ed energie.
Chissà. Forse. Ne vale ancora la pena.

lunedì 4 luglio 2011

Il Paese dei Colori


Domenica 3 luglio Capua si è vestita dei colori dell'Africa. Presso la Parrocchia Santi Filippo e Giacomo, l'Associazione "Una mano per Tharaka" ha organizzato una serata di beneficenza per ricordare l'Africa attraverso la Moda, la Musica e la Cucina. In quest'occasione, l'Associazione Jerry Masslo insieme alla sartoria sociale "made in castel volturno" ha presentato i propri abiti, completamente cuciti a mano da un gruppo di donne che lavorano insieme (bianche e nere) presso il bene confiscato la "casa di alice". E' stato un evento soprattutto gioioso, all'insegna del sorriso.