domenica 28 settembre 2008
Globalizzazione e linguaggio
domenica 21 settembre 2008
Incontri viaggianti

Sabato 13 settembre. Ore 13:15. Intercity diretto Bologna-Napoli. Carrozza 10. 5 persone. 5 sconosciuti. Esattamente quando si dice: trovarsi al posto giusto nel momento giusto...e aggiungerei...con le persone "giuste"(per quel momento preciso).
La teoria sociologica della facilità e dell'immediatezza del dialogo e dell'apertura esperenziale di fronte a degli sconosciuti prende forma, e si applica in un attimo, perdurando fino alla fine di un viaggio passeggero.
La profondità di discorsi quotidiani e globali, e poi lontani e contemporanei, ha regalato l'opportunità di allontanarsi per qualche momento dalla relazione tra sconosciuti, per condurre in un mondo utopico con al centro il senso del bene comune, mutando quegli sconosciuti in elementi fondanti di una famiglia unita.
Sentirsi per un pò parte di quel mondo e di quella famiglia è stata un'esperienza ricca di insegnamenti e speranze. E' stato avvertire il preciso istante in cui la tua anima si svuota (secondo la cultura giapponese) per fare spazio ad una ricchezza nuova: la vita, il mondo, la memoria.
Inaspettatamente sorpresa ed estasiata di aver vissuto in un sogno.
lunedì 1 settembre 2008
Grazie Africa
giovedì 21 agosto 2008
Persone
"Siamo in cento, uomini edonne. Veniamo da quel continente che dicono sopravviva a se stesso. Oppure che avrebbe dovuto dichiarare fallimento da molto tempo. Veniamo dall'Africa, da paesi diversi per lingua religione e cultura. Veniamo come persone. E come persone abbiamo bisogno di comunicare. Gli argomenti sarebbero tanti, ma uno ci preme più degli altri.Vogliamo dire che anche in Africa esiste una società che vuole superare i vecchi sistemi di potere. Una società civile, fatta di idraulici, muratori, dottori. E di molte donne. E molti studenti. E di impiegati, di commercianti, di imbianchini, di suonatori di tamburi. Persone che camminano lente, ma camminano. L'Africa non è solo l'arte della sopravvivenza, le baracche, le emergenze alimentari e sanitarie.E' anche questo. Anche. C'è poi un'Africa che ha voglia di conoscenza, di dignità, di lavoro. Cioè si organizza per ottenere dei risultati. E' quest'Africa che noi vogliamo rappresentare, quella che vuole essere padrona delle proprie risorse, quella che dice: progettiamo uno sviluppo diverso. Fatto di meno donatori e benefattori stranieri, fatto di più democrazia. Fatto di incentivi agli imprenditori, anche quelli dell'economia informale, perchè no?Fatto di meno appoggi internazionali a regimi corrotti. Fatto di una scuola per tutti. Fatto di meno multinazionali e più imprese con capitali locali. Fatto di un nuovo sistema di cooperazione decentrata. Fatto di più sostegno alle forze della nostra società civile. Che esiste ed agisce. E che vorrebbe veder riconosciuta la sua funzione. Noi non vogliamo parlare alle nuvole, non siamo visionari. Sappiamo i tanti problemi della trasformazione, li viviamo ogni giorno, e dunque non li sottovalutiamo. Però guardiamo al futuro, abbiamo la presunzione di pensare che il mondo, l'Europa in prima fila, capisca che è giunto il momento di cambiare programma d'azione. E, di conseguenza, promuovere concrete azioni di sviluppo dentro la società. Ad esempio contribuendo alla crescita di una nuova classe dirigente, oggi espressione di interessi particolari. Insomma: meno scatole di sardine e più scambi di culture, nella parità che il concetto originario esprime. Che, tra l'altro, agli africani, le sardine piaccino poco."
sabato 9 agosto 2008
sabato 26 luglio 2008
Se la politica è cieca e sorda...
Tra pochi giorni si apriranno a Pechino le Olimpiadi: il più grande evento sportivo planetario che riunirà atleti di tutti i paesi e catalizzerà l’attenzione di centinaia di milioni di persone di tutto il mondo. Per alcuni sarà un grande evento sportivo. Per altri sarà un grande affare. Per l’umanità è un grande momento di unità, una grande occasione d’incontro e di dialogo nel nome antico della pace e della Tregua Olimpica. Purtroppo, dopo roboanti dichiarazioni sui diritti umani e sul Tibet, con grande ipocrisia e cinismo, i governi e le imprese tacciono in nome delle proprie convenienze. Per questo motivo, Tavola della pace, c'invita ad appendere alla nostra finestra la bandiera dei diritti umani affinchè l'ipocrisia, il cinismo e l'indifferenza, non abbiano il sopravvento. Alziamo la voce contro tutte le guerre e le violazioni dei diritti umani. Sosteniamo tutti i bambini e le bambine, le donne, gli uomini e i popoli che ancora oggi sono privati dei loro fondamentali diritti. Sosteniamo la lotta nonviolenta del popolo tibetano. Sosteniamo i difensori dei diritti umani che, in Cina e in tante altre parti del mondo, vengono perseguitati a causa del loro impegno civile. Chiediamo alla Rai e a tutto il mondo dell’informazione di dare voce ai diritti umani e a chi lavora per la loro realizzazione. Chiediamo al governo di rispettare, promuovere e difendere i diritti umani a casa nostra e nel resto del mondo. Costruiamo un mondo migliore, più giusto e solidale.
La bandiera si può richiedere alla Tavola della pace: email mailto:mpace@krenet.it - http://www.perlapace.it/ - Fax 075/5739337 - Tel. 075/5736890. Appendi alla tua finestra la bandiera dei diritti umani. Scatta una foto e inviala all’indirizzo: redazione@perlapace.it

