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domenica 2 settembre 2012

Sei giorni per l'Emilia

Il 29 Agosto ricevo una telefonata. "Ti andrebbe di lavorare una settimana per un gruppo di bambini che hanno vissuto il terremoto in Emilia? Ho bisogno di una risposta subito. Parti tra due giorni.". E così mi sono ritrovata all'improvviso immersa in una nuova esperienza per aver detto un immediato SI. La prima interessante scoperta è stata sapere che la Diocesi di Avellino è gemellata dal 1980 con la Diocesi di Carpi (Mo), in occasione della medesima emergenza, il terremoto. Un terremoto è in grado di generare molte cose: paure, distruzioni, crisi, ma anche tanta solidarietà, reti e nuove idee. Sono stati sei giorni intensi. Quelli in cui delle vite s'incontrano per caso. Vite autentiche che si riconoscono negli stessi valori. In sei giorni sono nati legami. Reti. Affetti. E i protagonisti sono sempre loro. I bambini. Loro che c'insegnano il valore di un abbraccio. Il senso di un sorriso nonostante una disgrazia. Il sapore della montagna chiudendo gli occhi e aprendo la bocca. La forza delle domande scomode. Le risate vere. I gesti spontanei. Gli sguardi puliti e attenti.
Sei giorni ricchi. Di quelli che lasciano un segno. Un ricordo. Un'emozione.

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